PopEyes

…gli occhi del Pop

Dal 16 al 30 Aprile 2016, presso gli spazi espositivi di AF CASA DESIGN, Giancarlo Montuschi ed Easypop  esporranno circa 20 lavori rappresentativi del costante loro lavoro nell’ambito della ricerca Pop.

Al Maestro faentino, che da oltre 40 anni, in maniera originale e del tutto personale, percorre questa via, si affianca oggi un giovane e promettente artista, Easypop, che ha già dato prova di fervido, immaginifico intuito.

Entrambi guardano al mondo con l’occhio colorato e disincantato del Pop restituendoci, in forma d’Arte, immagini e situazioni che vanno a sollecitare, parafrasando il Pascoli, il “fanciullino” che c’è in noi.

E così può anche, magicamente, accadere che gli Spinaci di Popeye diventino quelli di PopEyes, rinforzando , attraverso Pianeti Blu e dogmatiche SupremaZie, anche i nostri  auspicata” per una vita meno grigia.

“…a cosa servono gli occhi se il Cuore è cieco? “ (a. de mello)

 

L’Evento è a cura di Angelo Andriuolo

Sabato 16 Aprile 2016 Vernissage ore 18,30

La mostra sarà visitabile fino al 30 Aprile 2016

AF CASA DESIGN srl, Via Benedetto Bompiani, 23 ROMA

Per info: http://afcasadesign.it   tel. 06 889 70 570

 

Giancarlo Montuschi

Artista faentino, da tempo trapiantato nella bassa Toscana è l’antipersonaggio per eccellenza.

Pittore, ceramista-scultore di vaglia, si esprime con un linguaggio ingenuo, fiabesco, e sostanzialmente fantastico, con venature alchemico-esoteriche.

Il fatto di essere nato (nel 1952) a Faenza, terra d’eccellenza per la ceramica, e di aver “respirato” negli anni di formazione, i fermenti rivitalizzanti generati dall’influenza della Pop Art sui giovani artisti di quell’epoca, ha evidenziato, in Montuschi, due linee espressive complementari e formalmente diverse.

Partecipa a numerose mostre nell’arco degli anni Ottanta: a Faenza, Firenze, Arezzo, Verona, Bologna, Bergamo, Torino, Bassano, in Svezia e a Zagabria.

Nel decennio successivo, inizia la collaborazione con la Kens’Art di Firenze, poi vengono le rassegne “The Art of living” a New York e “Scarperentola” itinerante a Milano, Londra e New York; e la personale al museo della ceramica di Saint Emillion (Bordeaux). Partecipa anche a diverse edizioni dell’expo arte di Bari, Montichiari e Padova, all’ArteFiera di Bologna, all’EuropArt di Ginevra, al festival di Spoleto. Numerose le personali a Roma sin dai primi anni del 2000, poi a Perugia, Firenze,Prato, Milano, mentre si intensificano le presenze in fiera: Vicenza Arte,Immagina Arte In Fiera di Reggio Emilia, Fiera dell’Arte di Cremona, Expo di Bari, e Genova, Fiera internazionale dell’arte a Innsbruck, West Lake Expo in Cina. Viene invitato alla 51° biennale di Venezia, Padiglione Istituto Latino Americano.

Easypop

Easypop è un piccolo mistero non mistero: una persona nascosta dietro un pensiero  o un pensiero nascosto dietro una persona?

EASYPOP? Essenzialmente un pensiero utopico, surreale, che vuole mettere in evidenza la banalità della realtà ormai fatta di immagine e superficialità in cui non esiste più, o almeno non conta, “l’essere o l’avere” di Erich Fromm ma solo importa il “sembrare”. Easypop, come persona se si materializzasse, invece,  ambirebbe lui stesso alla fama usando e abusando di immagini popolari, lui stesso il simbolo della superficialità.

Il logo (scelto apposta “Easy” e banale) inserito nelle tele è la cifra vera dell’Artista; sempre presente; a volte, è e sarà, protagonista assoluto.

Non più  contenuto nell’opera, ma contenuto dell’opera.

Immagine ossessiva e ripetuta. Per essere riconosciuto. Per affermarsi.
Paradossi, rimandi ed omaggi alla storia dell’arte sono gli strumenti che consentono di generare letture multiple, celano domande e riflessioni che non sfuggono all’osservatore attento. Volontariamente  evitato ogni intervento sull’immagine riproposta, nessuna texture personale per non dare risalto all’estetica dell’opera.
P-art, dada, concettuale.
La mostra è stata realizzata in collaborazione con ArsImagoDei

 

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