PENSARE IL NON PENSATO 

Personale di MELKER GARAY

a ROMA, Palazzo Velli Expo 

dal 6 al 20 OTTOBRE 2017 

a cura di Carlotta Monteverde

con un testo di Stefano Iatosti

MELKER GARAY

 

 

Melker Garay, scrittore svedese, autore di romanzi e raccolte di racconti, arriva alla pittura nel 2013, da autodidatta, spinto dalla necessità di “superare i limiti del pensiero”, la dimensione intellettualistica, le costrizioni formali nelle quali è ingabbiata la parola scritta, tanto grammaticalmente quanto per il suo carattere di significante che rimanda a un significato preciso se non univoco.

La scelta della pittura viene perseguita allora sulla scorta della “immediatezza del colore”, ma questa, in realtà, è il punto di arrivo di un percorso di ricerca, di un itinerario che segue e via via sperimenta nuove modalità tecniche ed espressive. Il carattere informale della maggior parte delle opere è conseguente a questo slancio catartico, che porta Garay ad alternare composizioni in cui prevale la gestualità pittorica ad altre dove lo spessore materico degli strati di acrilico travalica la bidimensionalità del quadro fino a farsi rilievo a se stante.

Ma come si deve intendere il rapporto fra espressione letteraria e pittorica per Garay? Nasce dall’accostamento fra figurazione, sia pure stilizzata, e descrizione verbale, come avviene in alcuni lavori o va inteso, piuttosto, come evocazione di stati interiori, che l’immagine e soprattutto il colore portano allo scoperto ed enfatizzano?

Si ricorre alla pittura, come sostiene Garay, quando attraverso questa si arriva a esprimere un surplus di significato o seguendo, invece, un impulso irrefrenabile, di riappropriazione del gesto infantile e del suo punto di vista autoreferenziale?

Che nelle intenzioni di Garay non vi sia soltanto l’assecondare un istinto o un moto regressivo, lo si evince dalle opere dedicate alla guerra in Siria, dove il simbolismo delle forme e dei colori, ridotti all’essenzialità, è esplicito, tale da poter essere compreso da qualunque fruitore.

Ma forse più stimolante, nei suoi quadri, è la relazione fra ciò che non ha carattere mimetico e la parola scritta, il testo associato all’opera: è allora che l’artista-scrittore induce l’osservatore a soffermarsi sul percorso creativo, un percorso soltanto ipotetico, ma non per questo meno stimolante e ricco di possibili varianti e interpretazioni soggettive, quali anche la buona scrittura è sempre in grado di offrire a un lettore non occasionale (Stefano Iatosti) 

 

Comments are closed.