da sinistra a destra : S.E. l'Ambasciatore Giorgio Starace, il Prof. Paolo Calvetti, l'Architetto Matteo Belfiore

 

Inaugurato il 30 Maggio 2018, alla presenza di S.E. l’Ambasciatore d’Italia Giorgio Starace , il progetto della nuova Biblioteca dell’ Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, realizzato dal giovane e già molto affermato architetto napoletano Matteo Belfiore.

 

Belfiore, autore anche di numerosi libri di Architettura editi da Feltrinelli,  vive a Tokyo da circa sette anni e dopo significative esperienze con alcuni degli studi più prestigiosi del Giappone ( Architect presso Nikken Sekkei, Director presso Richard Bliah Associates ) ha fondato un proprio studio di progettazione, il Matteo Belfiore Architecture (MBA), con sede nel cuore pulsante della Metropoli giapponese.

Nella ideazione del progetto di rinnovamento della Biblioteca il fulcro ispiratore è stato il riferimento concettuale ad una  delle missioni principali dell’Istituto Italiano di Cultura, ossia la promozione del dialogo e dell’ integrazione tra cultura italiana e cultura giapponese, esaltando i tanti punti di contatto sia attraverso la visione d’insieme sia attraverso la puntuale individuazione e messa in opera di particolari di raffinato design.

Alla Cerimonia di Inaugurazione l’Architetto Belfiore ha ringraziato  il Direttore dell’IIC – Prof. Paolo Calvetti – per l’opportunità  offerta e la fiducia accordata per la realizzazione del progetto; Fabrizio Nanni, Shukoh Inada e tutto lo staff dell’ IIC per il supporto; il General Contractor - Shukoh – per l’ottima realizzazione pratica (nelle persone di Yuta Sakuma e Tomohiro Fujita); Trex per l’illuminazione (Gioacchino Crotti); Arper (Alessandro Borelli e Andrea Fenaroli), Unifor e Moroso per gli arredi. Panino Giusto (Angelo Toscano e Mio Toscano Kasuya) per il rinfresco.

 

 

 

 

Ha poi testualmente concluso :

“Si dice che quando il tuo lavoro ti diverte, non lavori neanche un giorno della tua vita. Questo progetto – ancora una volta – ne è la dimostrazione. Lo dedico alla mia splendida moglie Valentina Cannava, a mia madre Maria Luisa Margiotta, a mio padre Pasquale Belfiore”.

(angelo andriuolo)

 

 

 

 

 

 

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